blog Point of View

L’Europarlamento capitola e resuscita il Chat Control 1.0 (contro il volere della maggioranza). Internet non è più un posto sicuro

9 luglio 2026 Spcnet.it

Compagni di tastiera, attivisti, pirati, netizen. Oggi è un giorno nero per la rete, uno di quelli che ricorderemo come il momento in cui la democrazia europea ha mostrato il suo volto più ipocrita e tecnocratico.

L’allarme rosso lanciato nei giorni scorsi si è tramutato nella peggiore delle realtà. Con un sotterfugio procedurale ordito prima della pausa estiva, l’Europarlamento ha dato il via libera al Chat Control 1.0, legalizzando di fatto la scansione di massa e senza sospetti della nostra corrispondenza privata fino al 2028.

Ma la parte più incredibile, quella che fa accapponare la pelle a chiunque creda ancora nelle istituzioni democratiche, è come è successo. Tenetevi forte, perché qui siamo oltre la distopia: la maggioranza degli eurodeputati che hanno votato era CONTRARIA alla legge, eppure la legge è passata lo stesso.

Un paradosso matematico? No, un trucco di palazzo. Ecco come ci hanno fregato.

La farsa democratica: quando la maggioranza perde contro il regolamento

I numeri non mentono, ed evidenziano una verità agghiacciante:

  • Voti per respingere il Chat Control: 314 eurodeputati hanno votato NO.
  • Voti a favore della sorveglianza: 276 eurodeputati hanno votato SÌ.
  • Astenuti: 17.

Qui trovate invece una panoramica di dettaglio su questo voto ma dal punto di vista italiano, con i nomi dei nostri rappresentanti in parlamento.

In qualsiasi democrazia degna di questo nome, 314 è maggiore di 276. La legge sarebbe dovuta morire lì, per la terza volta quest’anno (dopo essere già stata bocciata due volte a marzo). E invece no. Per respingere definitivamente questa porcheria serviva la maggioranza assoluta dei componenti dell’aula, ovvero 361 voti.

Poiché molti eurodeputati erano già con le valigie in mano per le vacanze o semplicemente assenti, la mozione di rifiuto è fallita per mancanza di quorum assoluto. Stessa identica sorte per l’emendamento che chiedeva di limitare la sorveglianza solo ai reali sospettati identificati dalla magistratura (passato con 322 voti contro 255, ma comunque morto per lo stesso cavillo).

Come ha denunciato duramente Patrick Breyer, attivista per i diritti civili ed ex eurodeputato del Partito Pirata:

“Il fatto che il Chat Control vada avanti contro la volontà della maggioranza degli eurodeputati votanti è una farsa che danneggia la democrazia.”

Il Grande Inganno: cosa cambia (e cosa rischiamo) da oggi

I padroni del vapore e le Big Tech americane hanno ottenuto quello che volevano: la proroga della deroga alla direttiva ePrivacy. Ecco cosa significa concretamente per la nostra vita digitale:

  1. Scansione indiscriminata e senza mandato: piattaforme come Gmail, Instagram, Discord, Snapchat, Skype e iCloud hanno di nuovo il permesso legale di spulciare i tuoi messaggi privati, le tue email e le tue chat senza che tu abbia fatto nulla di male, senza un mandato di un giudice e senza alcun briciolo di sospetto.
  2. Una montagna di falsi positivi: secondo i dati ufficiali della polizia criminale tedesca (BKA), il 48% delle segnalazioni generate da questi algoritmi automatici non ha alcuna rilevanza penale. Significa che le foto private delle vacanze di milioni di famiglie innocenti finiscono regolarmente sui tavoli della polizia a causa di algoritmi difettosi.
  3. I minori sono le vere vittime: il pretesto per questa legge è la lotta alla pedopornografia (CSAM). Ma le statistiche sulla criminalità dicono che ben il 40% delle indagini nate da questi report automatici finisce per colpire… gli stessi minori (ad esempio, adolescenti che si scambiano foto consensuali). Inoltre, il 99% dei report generati da Meta riguarda materiale già ampiamente noto e censito, che non serve a fermare gli abusi in corso.

Per ora, le chat protette da crittografia end-to-end (E2EE) reale, come Signal, restano formalmente escluse da questa tornata perché i provider non possono tecnicamente scansionarle (ed è lì che si concentrerà la battaglia per il famigerato Chat Control 2.0). Ma il principio fondamentale dell’Internet libero è stato violato: la tua corrispondenza non è più privata per impostazione predefinita.

La voce dei sopravvissuti: “Non distruggete i nostri spazi sicuri”

La retorica cinica dei sostenitori del Chat Control è sempre la stessa: “Se sei contro la legge, non vuoi proteggere i bambini”. È un ricatto morale disgustoso, smentito categoricamente dalle stesse vittime di abusi, che si sono schierate in prima linea al fianco dei movimenti pirati.

Alexander Hanff, attivista per la privacy e sopravvissuto ad abusi sessuali infantili, ha rilasciato una dichiarazione che smonta pezzo per pezzo la narrazione di Bruxelles:

“Come sopravvissuto, ho fatto affidamento su comunicazioni confidenziali per raccontare la mia storia e ottenere giustizia per 28 scolaretti — me compreso — portando alla condanna di diversi carnefici. Noi sopravvissuti abbiamo bisogno della privacy, perché senza di essa perdiamo la nostra voce. Il Chat Control non è stato creato per proteggere i bambini. È nato perché aziende come Meta o Google vogliono accedere ai nostri dati per profitto, e gli Stati vogliono espandere la sorveglianza di massa.”

Anche l’associazione di vittime MOGiS e.V. ha ribadito che distruggere gli spazi di comunicazione sicura significa togliere alle vittime l’unico strumento per chiedere aiuto in modo protetto e confidenziale.

La battaglia per il futuro della rete comincia a settembre

Abbiamo perso una battaglia importante, inutile girarci intorno. Il Chat Control 1.0 rimarrà in vigore fino al 2028. Ma la guerra per la libertà di Internet è appena iniziata.

Questa estensione temporanea serve al Consiglio Europeo solo per prendere tempo e cercare di far passare il vero mostro: il Chat Control 2.0 permanente, che vorrebbe imporre il Client-Side Scanning obbligatorio persino dentro le app crittografate, distruggendo definitivamente la sicurezza informatica globale.

Le negoziazioni riprenderanno a settembre. Ma la resistenza che abbiamo visto in Parlamento in questi giorni dimostra che la comunità degli utenti liberi, dei nerd e degli attivisti fa paura. Hanno dovuto usare un escamotage procedurale per vincere, perché alla luce del sole avrebbero perso.

Cosa dobbiamo fare adesso?

  • Crittografare tutto: se non lo avete ancora fatto, abbandonate le piattaforme commerciali che abusano della vostra privacy. Usate app basate su protocolli aperti e crittografia end-to-end reale.
  • Mantenere alta l’attenzione: non permettiamo che questa storia venga insabbiata durante l’estate. Parlatene nei forum, nei canali Discord, sui social. Spiegate alla gente comune che gli stanno leggendo la posta.
  • Prepararsi per l’autunno: a settembre dovremo riorganizzare il fuoco di sbarramento politico contro il Chat Control 2.0.

Volevano un Internet mansueto, recintato e sorvegliato, dove ogni cittadino è un sospetto di default. Noi vogliamo che Internet torni a essere la più grande infrastruttura di libertà mai creata dall’umanità.

Restate sintonizzati, tenete le chiavi PGP pronte. La resistenza digitale non si ferma davanti a un cavillo regolamentare. #StopChatControl